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Scritto da Carlo Mazzucchelli
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Social Networks in azienda
( Un articolo pubblicato sulla rivista Computer Business Review del mese di Maggio 2009)
Il tema dell’Enterprise 2.0 non è nuovo per questa rivista ed è stato sviscerato dai suoi redattori per informare su tendenze, principi, modelli di riferimento e benefici del software sociale impiegato all’interno dei firewall aziendali. Con Enterprise 2.0 ci riferiamo ad un insieme di tecnologie sociali che mettono in condizione le persone di un’organizzazione di incontrarsi online e di scambiare informazioni interagendo tra loro e collaborando nel tempo. La specificità di queste soluzioni sta nella loro capacità di fare affiorare in modo spontaneo flussi, relazioni e strutture reticolari grazie a meccanismi e algoritmi software innovativi e di far emergere i pattern che ne determinano l’utilizzo nel tempo da parte delle persone. Non esistono sovrapposizioni possibili tra organizzazione aziendale e social network in azienda. La rete sociale prescinde dalle gerarchie aziendali o da workflow predefiniti. Essendo i flussi determinati da varie tipologie di contenuti creati direttamente dagli utenti e dalle azioni/attività che essi compiono, i social network che vengono a crearsi sono informali e spontanei e si basano su meccanismi quali la ricerca, i link (contenuti e nodi), l’editing ( authoring dei contenuti), i tag ( contenuti ma anche utenti ), le indicazioni, le referenze e il passaparola e le notifiche di aggiornamento (RSS, email e modifiche del profilo).
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Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Giugno 2009 13:08 |
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Scritto da Software Sociale
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Nell’ambito dei 10 moduli di SOA University, organizzati dalla rivista Computer Business Review Italy, basati sul Libro Bianco della Soa del ClubTi di Milano e di FidaInform,il sesto modulo attualmente disponibile (mediante login) si focalizza sul ruolo della SOA e dei web services nei confronti dei fenomeni web 2.0 e SaaS, Software as a Service. La SOA è e sarà alla base dell’evoluzione dei portali, dei servizi a consumo, dell’elaborazione distribuita e del “cloud computing”. L’elemento evolutivo dei portali è la facilità di gestione dei contenuti soprattutto da parte dell’utente finale, che consente una più facile condivisione di informazioni e di servizi, anche collaborativi, e la creazione di comunità digitali. Per acccedere: http://www.cbritaly.it/article.php?id=817
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Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Giugno 2009 13:08 |
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Scritto da Luigi Pachì
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IBM ha annunciato oggi la disponibilità di una nuova comunità di social networking progettata per aiutare i Partner a collaborare in maniera semplice e a rendere più efficiente il business.
La nuova community permetterà di comunicare tempestivamente con esperti IBM in grado di supportare le vendite e i progetti. I partner potranno anche creare strumenti di personalizzazione dei profili per sviluppare community online che possano rendere note le proprie capacità anche a supporto di altri partner e favorire le sinergie.
IBM ha recentemente organizzato via web un incontro con 1.100 partner per confrontarsi su come aumentare la profittabilità e sviluppare le proprie competenze. Una delle idee che è emersa riguarda proprio l’approccio Web 2.0.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Giugno 2009 15:36 |
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Scritto da Software Sociale
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Stilata da Nielsen, la graduatoria di aprile dei minuti passati sui social network segnala il rallentamento di MySpace e l'esplosione di Twitter. Che però non ha utenti fedeli Ad aprile gli utenti Facebook hanno passato 13,9 miliardi di minuti sul sito, un enorme incremento rispetto all'1,7 miliardi di un anno prima. I dati sono stati forniti da Nielsen, evidenziando una crescita del 700% che permette a Facebook di mantenere il suo posto in cima alla classifica del settore social network. MySpace, secondo Nielsen, si è posizionata dietro con 5 miliardi di minuti spesi sul sito nel corso del mese. Una diminuzione del 31% rispetto ad aprile 2008. Ma Facebook non può dormire sugli allori visto che un altro socali network, Twitter, è cresciuto a un ritmo ancora maggiore. Sebbene si posizioni solo quinto nella graduatoria dei siti di social networking più popolari, l'uso di Twitter è di fatto aumentato del 3.712% a circa 300 milioni di minuti.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Giugno 2009 14:00 |
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Scritto da Carlo Mazzucchelli
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Ad ogni inizio anno è utile interrogarsi su ciò che ha caratterizzato l’anno precedente per cercare di comprendere, ed eventualmente anticipare, le tendenze in atto e gli effetti che potrebbero avere sul destino personale e professionale individuale, sul business aziendale e sulla vita economica e sociale in generale. In questo articolo cercherò di applicare questo esercizio analitico al tema della collaborazione. Da un punto di vista tecnologico, sulla collaborazione come strumento di produttività aziendale, è stato detto e scritto quasi tutto, anche su questa rivista. Insistere nell’elencare o enfatizzare caratteristiche e benefici degli strumenti collaborativi oggi disponibili, rischia di alimentare ridondanza e miopia in una situazione di crisi economica che sta colpendo anche il mondo dell’IT, bloccando numerosi progetti innovativi che della collaborazione avevano fatto il loro scopo. Analizzare alcuni trend in atto nell’utilizzo delle tecnologie collaborative all’interno delle aziende è sicuramente utile. Più proficuo indagare come, alcune tendenze macro-economiche, sociali e politiche generali, possano aumentare il valore della collaborazione intesa come atteggiamento e pratica in grado di contribuire con i suoi effetti benefici al superamento della crisi corrente e a meglio ri-posizionare le aziende che cavalcheranno questo paradigma nel contesto competitivo futuro.
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Scritto da Software Sociale
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È la metà degli anni Novanta. Due promettenti studenti di Stanford ricevono in prestito dal pro-rettore dell'Università un server che possa aiutarli a concretizzare un'idea a cui stavano lavorando da tempo. Dal punto di vista ingegneristico e matematico, la macchina sviluppa la capacità di calcolo necessaria a identificare un algoritmo che un ingegno italiano aveva precedentemente teorizzato. Dal punto di vista della storia, può fornire un supporto per una ricerca più precisa nel vasto mondo di internet.
Con il sostegno dell'Università di Stanford, i due giovani matematici brevettano l'algoritmo e creano una nuova società. Qualche anno dopo arriva il successo.
I due studenti si chiamano Sergey Brin e Larry Page.
La società è Google Inc.
Per realizzare un business di successo, serve una buona idea e l'appoggio necessario per metterla in pratica. E se questa volta provassimo a fare una cosa del genere in Italia?
Working Capital è il progetto ideato da Telecom Italia per sostenere l'innovazione italiana e le iniziative imprenditoriali in ambito web 2.0 e nuova Internet, fornendo competenze, tecnologie e servizi a supporto della loro realizzazione, ed aiutando la crescita di una nuova, giovane generazione di imprenditori italiani.
Per maggiori info: http://www.workingcapital.telecomitalia.it/home/scopri
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Maggio 2009 14:36 |
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Scritto da Software Sociale
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Un articolo pubblicato sull'ultimo numero della rivista online di HROnline sulla voglia di comunità. Un articolo sull'individualismo degli italiani e della loro ricerca e voglia di comunità. Un segnale che anche in Italia le cose stanno cambiando.
......vai all'articolo
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Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Maggio 2009 07:38 |
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Scritto da Software Sociale
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Mettere in relazione gli uomini e le donne che operano nel mondo della finanza: un mondo tradizionalmente fatto di riservatezza e di condivisione ponderata delle informazioni. Ma anche un mondo fatto di persone e al quale i social network generalisti dedicano uno spazio limitato rispetto a temi come il marketing, la tecnologia, la formazione. Da questa osservazione del mercato, della molta domanda e della scarsa offerta, nasce Labyring, network finanziario sviluppato da un gruppo di operatori legati a Captha, società di consulenza nei settori Banking e Finance, particolarmente attenta alla produzione di contenuti verticali sul settore.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Maggio 2009 07:26 |
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Scritto da Software Sociale
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Il social marketing è appena iniziato. Anche negli USA. Una recente ricerca ci dice che il 72% delle aziende usa blogs e social media per scopi di marketing da pochi mesi. Quali sono le 10 questioni più rilevanti da affrontare in questo campo ? Oggi quali sono gli strumenti preferiti oggi ? Quali i benefici attesi e dove c’è maggior richiesta di informazione ? Affermazione: Gli USA sono anni luce avanti a noi nell’uso dei social media (come blogs, piattaforme di condivisione contenuti, social network). Falso: un recente studio di Michael A. Stelzner, noto esperto di marketing sociale, ci dice che anche gli americani stanno partendo ora su questo fronte. Se è vero che l’88% degli intervistati dichiara di effettuare una qualche attività di social marketing (anche solo postare qualche intervento in un blog…) è altrettanto vero che il 72% ha cominciato da qualche mese. Le 10 questioni più rilevanti .....continua la lettura
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Scritto da Software Sociale
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Le Aziende sono costantemente alle prese con un fenomeno di continua crescita e sovrabbondanza di dati generati attraverso canali tra i più disparati. Governare il sovraccarico e trasformarlo in valore aggiunto utilizzabile e facilmente accessibile non è un compito banale: quali sfide devono fronteggiare le Aziende e quali risposte hanno dal mercato?
L’impiego diffuso di tecnologie che stanno trasformando il Web tradizionalmente inteso dotandolo di estrema flessibilità nell’utilizzo, alta soggettività ed interattività dell’esperienza degli utenti ed elevata varietà di “medium” comunicativi pone un’ulteriore sfida per le Aziende già impegnate a governare la produzione e la domanda interna classica di informazioni.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Maggio 2009 13:24 |
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Scritto da Software Sociale
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Milano, Circolo della Stampa - Corso Venezia, 23
21 maggio 2009 - 14,30 - 18.00
David Nüscheler, Chief Technology Officer di Day Software, uno degli autori dello standard JSR 170 per i Content Repository e degli innovativi JSR 283 e CMIS (Content Management Interoperability Specification), assieme a:
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Alessandro Giacchino, CEO di BCI Italia, Giornalista ed Analista di mercato
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Alessandro Motta CEO K-Team Services and Technologies
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Carlo Bizzozero Presidente e CEO di Zeropiu
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Gianugo Rabellino, Fondatore e CEO di Sourcesense
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Francesca Bonora ed Ennio Paraboschi di SSC
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Armando Sternieri,CEO di TheDotCompany ed Energee3
illustreranno come il Web 2.0 può divenire il punto di partenza per le strategie che mirano a conquistare le fasce di mercato più innovative ed offrire servizi con una sensibile riduzione dei costi, coniugando le esigenze di integrazione e gestione dei contenuti dell'IT, con quelle di protezione degli Asset digitali e le richieste dei responsabili Markting e Comunicazione.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Maggio 2009 08:03 |
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Scritto da Software Sociale
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Segnaliamo un interessante contributo sulle tematiche dell'enterprise 2.0 prodotto dall'Osservatorio Enteprise 2.0 del Politecnico di Milano. Nello scenario di crisi attuale il fenomeno dell’Enterprise 2.0 appare come di fronte a un bivio: se affrontato in modo superficiale o “demagogico” verrà archiviato come una moda passeggera o al più accantonato come un “lusso” posticipabile a tempi migliori; se, viceversa, verrà compreso in modo profondo e poi affrontato con concretezza e pragmatismo, potrà portare da subito vantaggi tangibili e, al tempo stesso, costruire le premesse per un processo di rinnovamento organizzativo che permetterà alle imprese più efficaci di differenziarsi ed essere protagoniste nel prossimo ciclo di crescita. L’attenzione va all'analisi delle iniziative più rilevanti oggi in atto per valutarne gli impatti sull’organizzazione, affiancando alla visione dei responsabili dei progetti e dei CIO quella di altri attori emersi come fondamentali: i Responsabili delle Direzioni Risorse Umane e Marketing e Commerciale e gli utenti stessi. In totale la ricerca ha coinvolto oltre 300 Executive di medie e grandi organizzazioni ed un panel di più di 160 utenti professionali.
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Scritto da Carlo Mazzucchelli
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Un articolo pubblicato sul numero di Marzo della rivista Computer Business Review .
Persone, aziende e organizzazioni vivono, operano e collaborano sempre più in tempo reale attraverso transazioni e interazioni che generano quantità massicce di dati. L’utilizzo delle nuove tecnologie e dei modelli Web 2.0 nei sistemi informativi aziendali (Enterprise 2.0) sta cambiando il modo con cui le organizzazioni creano, integrano, esplorano, analizzano e distribuiscono le informazioni al loro interno e all’esterno. Non si tratta di approcci alternativi a quelli fin qui utilizzati ma di nuove modalità, più innovative ed efficaci, di fare meglio ciò che si faceva prima, che introducono maggiore efficacia ed efficienza nei processi, e un maggiore coinvolgimento dell’utente finale in modo da renderlo più soddisfatto. Per stare al passo con il tempo, le applicazioni software richiedono la progettazione di nuove architetture, sono sempre più standardizzate, guidate da eventi, interoperabili e orientate al servizio.
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Ultimo aggiornamento Martedì 14 Aprile 2009 16:11 |
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Scritto da Luigi Pachì
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 Riportiamo, molto volentieri, l'iniziativa organizzata da OpenKnowledge. L’Enterprise 2.0 si è affermato in Italia e nel mondo come un percorso di introduzione in azienda delle tecnologie e degli approcci tipici del web 2.0 per stimolare un dialogo ed una collaborazione più efficiente e produttiva tra i dipendenti ed i loro interlocutori all’esterno. Sempre di più, anche in azienda, si parla di Community, di Social Networking, di Wiki, di Social Tagging. Ancora di più in un tempo di crisi queste soluzioni stanno dimostrando una capacità di aumentare l'efficienza, la competitività, la velocità di reazione.
L'International Forum on Enterprise 2.0 torna quest'anno a Milano il 3 giugno 2009 nell'Auditorium di Assolombarda e propone una prospettiva basata su esperienze di successo e sui contributi che portano a ripensare molte funzioni aziendali (il Marketing, la Direzione Personale, la Ricerca e Sviluppo). Un focus specifico viene dato alle Piccole e Medie Imprese.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Aprile 2009 10:38 |
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Scritto da Software Sociale
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E' disponibile il secondo rapporto di Ricerca dell'Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano, che si pone l’obiettivo di verificare, anche alla luce del particolare momento storico, la concretezza del fenomeno Enterprise 2.0 identificato e discusso lo scorso anno.
Nell’analizzare gli impatti dell’Enterprise 2.0 sull’organizzazione e sul Sistema Informativo aziendale, la Ricerca ha approfondito diversi ambiti (Social Network & Community, Unified Communication & Collaboration, Enterprise Content Management ed Adaptive Enterprise Architecture) e, per ognuno di essi, i seguenti aspetti:
- la diffusione degli strumenti e gli scenari evolutivi;
- gli investimenti sostenuti ed i piani di sviluppo;
- le scelte ed i modelli di governance (sponsor, ruoli nello sviluppo e nella gestione, policy e standard, ecc.);
- gli obiettivi, gli impatti strategici ed organizzativi ed i benefici che permettono di giustificare le iniziative;
- le principali barriere e criticità nei diversi progetti;
- il ruolo dei fornitori e l’evoluzione dei modelli di offerta delle principali tecnologie abilitanti.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Marzo 2009 08:25 |
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Scritto da cmazzuc
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Segnaliamo un articolo publicato eWEEKeurope. Un rapporto individua i casi di successo del modello Saas di erogazione delle applicazioni. Non c’è solo il Crm, ma anche la collaboration e la gestione dei sistemi It
Il cloud computing, anche noto come Software as a service, sta rapidamente prendendo piede in nuovi settori applicativi. La conferma viene da Forrester Research che nel suo più recente rapporto indica successi di vendita in ambito Saas da parte di provider che forniscono applicazioni di web conferencing, collaboration e gestione di servizi It. I primi successi delle applicazioni in area Saas risalgono al 2003 nell’area applicativa del Crm e della gestione delle risorse umane. Queste restano ancora oggi però le applicazioni con il più alto potenziale di crescita in ambito aziendale. Il rapporto di Forrester si aggiunge ad uno analogo di Strategy Analytics che segnala la rapida ascesa delle applicazioni Saas come strumento di risparmio e di risposta alla recessione economica.
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Scritto da Software Sociale
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Le notizie sulle difficoltà delle testate giornalistiche su carta sono all'ordine del giorno e la fuga dei lettori da testate off-line a fonti giornalistiche online è costante e si misura in milioni. La pubblicità segue naturalmente questo trend spostandosi dall'offline all'onine ma gli editori non hanno ancora ben compreso quale modello di business possa permettere loro di fare un percorso simile per guadagnarci. Il fenomeno riguarda testate grandiose e storiche quali il New York Times in paesi anglosassoni dove c'è una tradizione molto diffusa alla lettura del quotidiano ma anche giornali italiani quali La Repubblica che vedono gli accessi ai loro portali aumentare in modo esponenziale ma ridursi il numero di copie del quotidiano acquistate in edicola.Il fatto che gli editori con i loro siti online riescano a raggiungere venti volte il numero di utenti/consumatori raggiunti con il giornale cartaceo è fonte di analisi e grande attenzione da parte del mondo publicitario e di aziende alla ricerca di nuove modalità per raggiungere i loro target di mercato. Per gli editori comunqueil valore della pubblicità onlineè ancora altamente sottovalutato e in grado digenerare un ROI che non riflette i risultati raggiungibili. Probabilmente il problema non sta solo nel prezzo della pubblicità ma nella capacità di ideare e proporre nuovi modelli di business perchè la comparazione tra offline e online non è sempre possibile. Non siamo ancora in una situazione di bianco e nero ma il trend sembraessere chiaro e la strada da percorrere quasi obbligata. Basta attendere......o meglio attivarsi per fare in modo che la 'profezia' si autoavveri!
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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Marzo 2009 14:31 |
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Scritto da Carlo Mazzucchelli
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“Una persona che si spara costantemente sui piedi non dovrebbe acquistare un fucile automatico” vecchio proverbio cinese ( Un articolo pubblicato sulla rivista Computer Business Review del mese di gennaio/febbraio 2009) Premessa
Parlare di BPM (Business Process management) in versione 2.0 può risultare complicato. Il 2.0 può essere riferito ad una delle versioni nelle quali si è evoluto il BPM, inteso come teoria di management, ambiti applicativi e strumenti tecnologici, ma anche a quanto di Web 2.0 è stato fin qui integrato all’interno delle soluzioni di BPM disponibili. Alcuni studiosi inoltre obiettano che il BPM contiene da sempre funzionalità (workflow management), principi guida (soluzione tessuto connettivo per unire e mappare, favorire collaborazione e consenso) e modelli che caratterizzano la metafora del Web 2.0. Infine quando si parla di BPM 2.0 non è raro che si faccia riferimento a due ambiti tra loro diversi ma collegati, il Business Process Management e il Business Performance Management. Con Performance management 2.0 ci si riferisce in genere alla componente analitica e di misurazione, e a funzionalità finalizzate a fornire nuove abilità predittive sul futuro e a individuare nuovi ambiti applicativi verticali. Con Process Management 2.0 definiamo invece un ambiente applicativo usato da analisti di processo che solitamente si appoggia su piattaforme BPM esistenti, utilizza linguaggi (scripting languages) come PHP, BPEL (Business Process Execution Language) e BPMN (Business Process Modeling Notation ), preferiti a linguaggi Java o J2EE, e ricorre a servizi Web di tipo SaaS (Software as a Service), interfacce utente di tipo Web 2.0 e motori applicativi/funzionali open source. Una definizione non esaustiva e falsificabile da molte altre definizioni esistenti e facilmente individuabili attraverso un semplice motore di ricerca su internet. In mancanza di definizioni condivise può risultare utile focalizzare l’attenzione su quanto di innovativo sta emergendo in ambito BPM grazie al diffondersi di nuove tecnologie, nuovi approcci e modelli di tipo Web 2.0. L’attenzione è qui rivolta al BPM 2.0 inteso come Business Process Management, ai benefici e ai vantaggi che le nuove funzionalità possono generare per le aziende e le organizzazioni (sul Business Performance Management vedi il numero precedente della rivista).
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Scritto da Software Sociale
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Se qualcuno crede ancora che Facebook ( profilo Facebook )sia un gioco per ragazzi è invitato a prendere visione di molte analisi e indagini recenti che mostrano come il popolare social network sia diventato in realtà spazio e luogo preferito di incontro e gioco degli ultra-trentenni. Se poi stentate ancora a crederci perchè non navigare e sperimentare di persona una delle molte reti sociali che animano Facebook?
Una indagine recente compiuta da Hitwise ha evidenziato ad esempio che nel mese di febbraio le visite al popolare sito di social networking sono aumentate drasticamente proprio da parte di coloro nelle fasce d'età superiori ai 35 anni. Rispetto a febbraio di un anno fa, i visitatori di Facebook con età compresa tra 35 e 44 anni sono aumentati del 23%, quelli con età compresa tra 45 e 54 anni del 21%, e quelli con età maggiore di 55 anni del 27%. E' invece diminuita l'audience di Facebook con età compresa tra 18 e 24 anni (-27%), mentre è cresciuta di poco quella con età compresa tra 25 e 34 anni (+10%).
Il forte calo della partecipazione giovanile è un dato molto interessante che dovrebbe far riflettere sull'uso superficiale e legato alle mode del momento della rete senza alcun approfondimento che potrebbe portare ad una migliore comprensione delle potenzialità e delle funzionalità di ambienti sociali potenti quali Facebook. Interessante notare anche chementre Facebook è cresciutocome partecipazione del 149% nell'ultimo anno, il suo rivale Myspace ha invece perso il 28%.
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Scritto da Altri autori
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Ripropongo queste mie recenti riflessioni sui temi dell’Enterprise 2.0 per apportare alcune precisazioni in modo tale da evidenziare la fonte di alcuni interventi precedentemente non menzionati.
I modelli di business tradizionali si sono basati su processi ed iterazioni che sono rimasti immutati per almeno cento anni. I modelli tradizionali si basano su un approccio gerarchico, presumendo che tutte le migliori idee vengano dai capi ai vertici dell’organizzazione. Sfortunatamente, questi modelli creano barriere nell’utilizzo delle conoscenze e delle esperienze di tutti gli individui che appartengono ad una impresa.
Tuttavia, iniettando in queste organizzazioni alcuni paradigmi del Web 2.0 quali ad esempio blog o social forum questi modelli di business possono attingere al patrimonio informativo di tutti gli impiegati, partner e clienti, capitalizzandone le competenze, aumentando la produttività, snellendo i processi, aumentando il vantaggio competitivo, attirando e trattenendo i talenti ed altro ancora.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Marzo 2009 10:53 |
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